Vantaggi e Modalità del Journal Log
Febbraio 6, 2008
Nell’ambito delle mie riflessioni sulla produttività, uno dei più grandi dilemmi sulla scrittura organizzativa è sempre stato quello della separazione tra due tipologie di testi: da un lato quelli da usare per agire (in primis liste di cose da fare e istruzioni miscellanee, comprensive di dati quali numeri di telefono, indirizzi e scorciatoie); dall’altro quelli da conservare per usi futuri (dai dati relativi a un contatto importante alle bozze del vostro primo romanzo).
I primi hanno tre caratteristiche fondamentali: sono numerosi e brevi, concettualmente da gettare una volta utilizzati (l’analogia è, se vogliamo, con alcuni file d’istallazione di un sistema operativo), e infine, non da ultimo, necessitanti di una notevole portabilità, essendo appunto vergati in movimento per facilitare situazioni altrettanto in movimento.
I secondi, all’opposto, sono poco numerosi, spesso lunghi, soggetti ad aggiornamenti ripetuti e corposi. Ma soprattutto sono testi da conservare, sia per ragioni ovvie (pensiamo appunto a dati certamente riutilizzabili in futuro) che per motivi di ragionevole presunzione (frasi del tipo “non so perché, ma questo dato lo devo ricordare” sono tipiche in questo senso).
La distinzione di cui sopra è piuttosto scomoda. I primi testi chiamano un supporto cartaceo economico ma robusto, che stia in una tasca ma che nel contempo sia capiente: e già qui possiamo già notare le prime contraddizioni e difficoltà a reperire qualcosa che faccia al caso nostro.
Quanto ai secondi, certamente sono più semplici da individuare (i robustissimi moleskine risultanto da questo punto di vista perfetti) ma, se vogliamo conservare tutto in un luogo unico, visto che spesso e volentieri le idee arrivano in una volta, snocciolando tanto potenziali stralci di romanzi quanto liste di cose da fare, allora il “supporto unico” comincia a diventare veramente nebuloso e difficile da concepire sul mercato.
Come posso trovare una piattaforma di scrittura che sia grande e piccola, elegante ed economica, “usa e getta” e conservativa nello stesso tempo? Semplice: questa piattaforma non esiste. Dobbiamo rinunciare? No. Dobbiamo applicare una logica creativa e agire sul setting del problema.
Cosa succederebbe se, invece di adottare una soluzione perfetta, adottassi due soluzioni: una imperfetta, e l’altra perfetta per risolvere l’imperfezione della prima? Succederebbe che avrei ugualmente risolto il problema di cui sopra.
L’imperfezione sta nello stivare tutto, ma veramente tutto, in un notebook unico di caratteristiche intermedie: abbastanza portabile, abbastanza elegante, abbastanza capiente, etc… La soluzione all’imperfezione sta nel porsi una domanda - ancora una volta - creativa: siamo veramente certi che i testi da buttare siano veramente da buttare? Forse no. Forse i miei scarabocchi organizzativi sulle cose da fare durante una giornata, se riletti, possono fornirmi ispirazioni per migliorare il mio modo di organizzarmi, per mappare l’evoluzione nel mio comportamento organizzativo, e per chissà quante altre cose. Forse, dunque, la distinzione con cui ho aperto questo post non è così perentoria e può essere adattata e modellata, per non dire eliminata.
Ho chiamato questo genere di notebook Journal Log, perchè funziona appunto come un log, cioè come un file che mantiene traccia di tutto giorno dopo giorno, per non dire, ove possibile, minuto dopo minuto. Pensiamolo come un diario ampliato.
Ecco qui alcuni consigli per ottimizzare l’uso del vostro Journal Log personale:
- Usatelo come centro di smistamento informazioni e ubicazioni nella realtà. Cioè: se avete informazioni dislocate anche in un pc, annotate collegamenti a quel pc; se utilizzate di fatto l’automobile come inbox improprio contenente carte varie e oggetti utili, scrivete che la tal cosa da fare il tal giorno necessita di quel documento che avete messo nel vano del cruscotto; e via discorrendo… Il vostro JL è il punto di riferimento: se non trovate qualcosa, cercate lì il filo d’Arianna che a quella cosa può condurvi. (Potete anche incollare stampe di file e foto sulle pagine!)
- Sperimentate più supporti, ma con disciplina. L’eleganza è un concetto, più che soggettivo, dato dal contesto. Di volta in volta può essere più elegante un quaderno coloratissimo nelle mani di un hippie più di una qualsiasi copertina di pelle griffata. Personalmente, mentre scrivo quello che ora leggete, sto usando un Moleskine di medio formato, che mi piace per la sua robustezza e semplicità. Costa un po’ di più, ok. Ma quanto costerebbe un palmare di ultima generazione?
- Scegliete una combinazione opportuna tra formato JL e Go Bag. Se il vostro JL è un quaderno formato A4 ad anelli, evidentemente il vostro Go Bag dovrà essere almeno uno zaino, piuttosto che una ventiquattrore. Diversamente, scegliete formati più esigui, fino all’identificazione con voi stessi (con un giubbotto multitasche, per esempio). Ricordatevi che il JL è un’entità portabile per definizione.
Ho parlato di cose molto simili a questa anche in Usi e Modi del Moleskine [via Pensatoio]. Dateci un’occhiata, specie per alcuni Tips & Tricks specifici.